mercoledì 5 dicembre 2018

Una stretta allo stomaco, un dolore che è insopportabile

Questa mattina sto male, tanto. Troppo. Oggi dovrei andare al colloquio con la psicologa messa a disposizione dalla Lidap, ma sono troppo angosciato e sto pensando che non serva a nulla. In fondo la mia è una depressione reattiva scatenata da fatti concreti. Spero di avere la forza di andarci.
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Diario delle Ore 18,16
A pranzo ho digiunato e sono andato a casa alle 12,35 circa. Il dolore era troppo. Mi sono steso sul letto e ho sinceramente dubitato di poter andare all'appuntamento. Invece verso le 14,45 il dolore era sceso ed ero pronto per prepararmi. Invece arriva mia moglie appena giunta dal ritiro di referti ed ha una faccia funerea. Ci sono valori sballati e si è aggravata. E' tristissima. Ed ecco che la notizia insieme alla sua tristezza mi fanno tornare il dolore. Mi metto a piangere e lei con me. Sto per chiamare per annullare l'appuntamento, ma mia moglie insiste perché ci vada. Con il magone nel cuore decido di andare, sia per rispetto verso la Lidap e verso la psicologa, sia per le parole di mia moglie ( avrei voluto restare ad abbracciarla ).

Arrivo all'appuntamento viaggiando su un tram carico fino all'inverosimile e noto che stare pigiato mi ha fatto andare in ansia e mancanza di fiato, cosa che mi era successa pochissime volte nella vita prendendo un bus o un tram.

Evitando di entrare nei particolari, sono stato ricevuto da una giovane e affabile psicologa. Alla fine dell'incontro sono leggermente rilassato.  Mentre torno mi fermo ad un bar e bevo un baby whisky. Vengo in ufficio per scrivere e torno a casa.



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