Dopo un risveglio relativamente tranquillo ( e notte al freddo ), ecco che in ufficio si presentano nuovi problemi economici. Ma è possibile non riuscire ad avere un minimo di serenità ? Anche avendo preso il Rizen stamattina l'agitazione si fa sentire. E' pensare che ieri abbiamo passato una serata tranquilla, nonostante lei avesse avuto una estrazione dentale nel pomeriggio . E così in mattinata si riaffacciano le paure, insieme ad un cliente difficile e non italiano al quale è difficile spiegare le problematiche burocratiche da superare per l'operazione da lui richiesta. Non vedo l'ora che arrivino le 13,00 per poter andare a casa. Non importa se mangerò. Sono in attesa, ma non so di cosa, Un miracolo ?
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12,40- Fa freddo in ufficio e non possiamo accendere i termosifoni perché non sapremmo come pagare. Fa freddo e comunque ci toccherà il 30% di costi fissi. Ho le gambe gelate anche se ho abbassato le tapparelle e chiuso la porta dell'ufficio per evitare di far entrare il freddo del corridoio.
Se già un un ufficio fa freddo mi immagino cosa significhi stare fuori. E' terribile il solo pensiero di vivere senza una casa. Leggo su internet notizie ogni giorno di senzatetto morti per il freddo. La cosa che mi angoscia non è solo la possibilità di finirci anche io ma l'indifferenza delle persone. Qualcuno potrebbe obiettare che anche io sia stato indifferente, ma non è così. Anche in tempi passati ho avuto sempre questo pensiero, perlomeno sin dalla fine degli anni 90, poiché prima di allora avevo la ignorante percezione che fare il "clochard" fosse una scelta. No, mi sbagliavo. Forse solo il 3-4% dei senzatetto lo fa per scelta; il resto sono persone uguali a noi che hanno perso il lavoro, la casa, e solo una minima parte di loro lo sono per scelte sbagliate ( gioco, droga, ecc ecc ) poiché si trovano operai, professionisti, imprenditori, medici, artigiani, commercianti, ecc ecc che senza colpa hanno perso tutto. Fa freddo. Lo sento nelle ossa. E se lo sento io in un luogo coperto immaginiamo là fuori. Non vedo l'ora che arrivino le 13,00.
Diario senza periodicità di un deluso della vita che vede il proprio declino giorno per giorno e che non riesce a sperare in un cambiamento. Un deluso che non desidera altro di sopravvivere senza stenti. In fondo basta un piatto caldo e un tetto sotto cui ripararsi. Cose che spesso si danno per scontate ma che si possono perdere improvvisamente
martedì 20 novembre 2018
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BOH
Non ho piu avuto voglia di scrivere e nemmeno adesso, ma sono costretto dagli eventi e no so nemmeno se riuscirò a dare un senso compiuto a ...
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Vorrei ancora restare a letto ma mia moglie ha bisogno di essere accompagnata. Giusto il tempo di fare la commissione e torno a casa a letto...
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