sabato 10 novembre 2018

Difficile iniziare

La mente è un marasma di pensieri, sfoghi, debolezze, delusioni, sensi di colpa, pensieri di autolesionismo estremo, ed una convinzione, forse paranoica, che la fine sia vicina. Te ne rendi conto allorché tu hai sempre dato, dato, dato, a chiunque ne avesse avuto bisogno. Poi nel momento in cui sei tu ad avere bisogno ecco che nessuno ti aiuta. E ti rendi conto dell'egoismo di molte persone che hai aiutato. Quello che tu hai fatto con il cuore, sovente diventa una pretesa da parte delle persone che hai aiutato. Opportunismo, egoismo, pretese, che per la maggior parte arrivano da quelli che non se la passano così male. Ma le "loro" esigenze diventano come una "cosa dovuta". Diverso è quasi sempre l'approccio di chi è veramente un "ultimo". Io posso da un momento all'altro finire "sotto i ponti" e non ho né la forza, né le possibilità di impedirlo. Non nego che ultimamente mi passano per la mente, pensieri terribili. Se l'esistenza è così difficile mi chiedo a cosa serva continuare a soffrire. Quale è lo scopo della vita se vedi giorno per giorno una costante discesa che ti porterà all'indigenza e alla vita da strada? Perché soffrire ? Non ha senso alzarsi al mattino con questa angoscia che vivi come se fossi un condannato a morte che però non conosce ancora la data dell'esecuzione, ma che trova pace solo alla sera allorché il sonno ti impedisce di pensare, solo perché per il momento non è disturbato da incubi. Ma l'incubo si ripresenta al risveglio con la rassegnazione e il pianto e l'angoscia depressiva di non vedere la benché minima luce al fondo del tunnel.

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