Ieri sera mi sono imposto di mangiare, perché ormai sono più i giorni a digiuno che quelli in cui mi nutro. Sono lontani i tempi in cui il mangiatore che viveva in me apprezzava il cibo. Avevo come passioni il cibo e il teatro e lo studio della lingua e cultura piemontese, ora sto rifuggendo anche dalle mie passioni. Sento il desiderio di disfarmi delle mie cose, ma non buttandole bensì regalandole. Mi viene male a pensare che quando potrei non esserci più oppure quando perderemo tutto tutto finisca in mezzo ad una strada. Vorrei regalare le foto di famiglia a mio cugino, i libri piemontesi agli amici che si occupano di queste ricerche, i dvd delle commedie di Pirandello a un amico attore, e tanto altro.
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La notte. Dopo cena il sonno è giunto immediatamente ma alle 23 eccomi nuovamente sveglio con le mie angosce e il continuo alternarsi di sonno e veglia non è per niente bello perché al mattino ci si sente male, senza contare che la tensione o il clima mi fanno svegliare al mattino con un dolore alla schiena da un po' di tempo a questa parte.
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La mattina di Domenica 11 è stata una sofferenza poiché il nodo all'anima è enorme e ormai mi rendo conto che passo la maggior parte del tempo del week end a letto, rannicchiato e talvolta mi trovo in posizione fetale. In compenso ho evitato superalcoolici che credo siano stati la causa di un problema intestinale e di evacuazione. Tra un tentativo di dormire ( mentre mi moglie è andata in ufficio a lavorare ) e il mal di schiena ho fatto zapping come mai prima d'ora e ogni proposta televisiva era insopportabile per me.
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Provo un dolore enorme e un senso di colpa pensando che questo straccio d'uomo sta diventando una ameba incapace di reagire, mentre c'è una donna che in questo momento è sola con tutto sulle sue spalle. Non se lo merita. Fino a primi mesi del 2018 lottavo anche io insieme a lei, ed eravamo noi due soli a portare avanti la nostra coppia ma allo stesso tempo avere sulle spalle un'altra famiglia.
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Oggi a pranzo ( ho mangiato una banana che dicono sia apportatrice di triptofano, e della cioccolata fondente al 99% ) ho provato a prendere il Rizen per calmare il dolore e forse grazie a quello sono riuscito a stare meno peggio ( non posso dire di stare meglio ) e riuscire ad accompagnare mia moglie in ufficio, dove però ho sentito il bisogno di tornare al blog e descrivere quanto sto vivendo.
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Scrivo anche per la necessità di fermare pensieri che diversamente andrebbero persi, e che forse potrebbero tornare utili in caso di terapia psicologica ( che comunque non mi posso permettere )
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